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Confartigianato, ha costruito la propria storia, di oltre 60 anni, promuovendo valori: la persona, protagonista del pensare, del progettare, del fare; il lavoro, come strumento e dimensione di superamento dei bisogni, ma anche come straordinario luogo di creatività; la famiglia, quale legame impresa-vita; il rischio di impresa, come sfida responsabile contro soluzioni di comando; il sociale, come area di investimento dei profitti e delle essenzialità.
Proprio da una costante attenzione ai valori nasce l’idea-progetto di un Festival della Persona, particolarmente interessante in questi tempi contrassegnati dalla globalizzazione dei mercati e da una crisi economico-finanziaria che hanno messo in profonda discussione perfino il valore della Persona.
L’edizione 2011 del Festival della Persona ha scelto come tema: “NON DI SOLO PIL VIVONO LE PERSONE: Sussidiarietà, Educazione, Scelte Sociali”, e pone in evidenza tre filoni di pensiero e di azione:
● La Sussidiarietà come intervento di condivisione dei principi che devono reggere una società che riconosca alle persone, a ciascuna persona, dignità e rispetto, in una tensione ideale e reale diretta a costruire relazioni solide, inclusive, cariche di valori umani. Consideriamo la sussidiarietà sia dal punto di vista politico-culturale come un pensiero diretto a creare incontro e sinergia tra Stato e Società all’insegna di innovativi modelli di manualità sia dal punto di vista degli stumenti in grado di “tradurre” il pensiero in azioni. In questo Festival ci confronteremo “in materia” con esperienze e modelli olandesi ed inglesi, in una logica d’interscambio europeo culturale e pratico.
● La Comunità come sogno, sfida e necessità per affermare con convinzione la nostra fiducia sulla possibilità di diffuse e strutturate relazioni di comunità: una convinzione da considerare e da coltivare nelle scelte amministrative da chi ha la responsabilità di guidare le nostre città, ma da ricercare sempre da parte degli attori del sociale. Anche in questo filone vogliamo avvicinare la politica ai problemi reali, ma con una posizione attiva e positiva, all’insegna di un forte rilancio di quel senso di responsabilità nella gestione della res pubblica che oggi dà diffusi segnali di smarrimento e di troppo facile trasgressione.
● L’educazione non semplicemente come stile di relazione da mantenere in base a decaloghi e regole di comportamento, ma soprattutto come arte per scoprire con stupore mai compiuto il fascino di vivere e di consentirne una sua profonda e ampia comunicazione: educazione come legame tra le generazione, educazione come curiosità, responsabilità, rispetto, avendo come orizzonte il futuro delle persone e del territorio che fa da “permanente aula” di vita da far crescere per il futuro dei nostri giovani.