Il Festival 2013

In ascolto dell'eco profonda della Crisi, la domanda centrale su cui si è pensato di far gravitare il Festival della Persona 2013 è se il nostro Paese disponga oggi di concentrati di "risorse positive" tali da potersi configurare come una "base", una "piattaforma" su cui ri-costruire comunità e benessere.

E' quello che abbiamo definito senza enfasi, "modello italiano", che seppure oggi sepolto sotto le macerie di un sistema politico autoreferenziale, continua a manifestare una sua vitalità.

Da tempo l'Italia deve fare i conti con due grandi nemici che la minacciano: un individualismo così radicale da minare le basi della socialità e uno statalismo pervasivo che soffoca ogni vitalità.

Gli ingredienti del "modello" in qualche modo ci sono ancora: famiglie, imprenditorialità personali, associazionismo diffuso, fazzoletti di capitale sociale, particolarità e universalità dei vari patrimoni territoriali, un "fare" che è artigiano nella concezione. Ciò che sembra invece perduto è la "malta", il legante. Il primo bene, infatti, di cui pare non disporre più la comunità Paese è la voglia di farcela. Le persone sembrano non solo disorientate dalla mancanza di ogni forma di stabilità, ma quasi rassegnate a uno stato di sfiducia. Il "vigore" non c'è più.

E' decisivo prendere sul serio il cambiamento, così come vanno davvero prese sul serio le risorse su cui ancora può ri-fondarsi il vantaggio dell'itanialità.

La lente con cui il Festival suggerisce di guardare, quindi, non è quella di andare a caccia di chissà che cosa, di ciò che non ci appartiene (comunque varie tecnocrazie si egono a dimostrarlo), ma quella di ri-orientarsi, di rinnovarsi, di non ridurre i fini a mezzi. Si tratta in altre parole di rileggere con altri occhi e con nuove categorie la realtà, il "chi siamo" e il "che cosa facciamo".

Se del valore è andato disfacendosi, del Valore dovrà essere rigenerato. Per farlo abbiamo bisogno di riqualificare le relazioni, la responsabilità personale. Di farlo dentro e con una comunità. Che abbia ancora voglia di futuro, di benessere. Di progresso, come si diceva un tempo. Perchè è il desiderio di cercarlo che dev'essere rigenerato.

Così i tanti temi che si intrecciano nel Festival, un crocevia di riflessioni offerto a tutti e che mette tutti in gioco, come persone e come soggetti associativi.