Manifesto
FAMIGLIA IMPRESA COMUNITA': filiera di valori
Arezzo
23 | 24 | 25 settembre 2010

Festival della Persona / Manifesto

“Confartigianato ha costruito la propria storia, di oltre 60 anni, promuovendo valori: la persona, protagonista del pensare, del progettare, del fare; il lavoro, come strumento e dimensione di superamento dei bisogni, ma anche come straordinario luogo di creatività, la famiglia, quale legame impresa-vita; il rischio di impresa, come sfida responsabile contro soluzioni di comodo; il sociale, come area di investimento dei profitti e della esistenzialità.
Proprio da una costante attenzione ai valori nasce l’idea-progetto di un Festival della Persona, particolarmente interessante in questi tempi contrassegnati dalla globalizzazione dei mercati e da una crisi economico-finanziaria che hanno messo in profonda discussione perfino il valore della Persona. Si riscontrano preoccupanti allentamenti nei legami di convivenza civile e una diffusa, caotica frammentazione dei sistemi sociali che sempre più faticano a dialogare e a raccordarsi fra loro, da quello istituzionale a quello economico, da quello politico a quello della comune vita sociale.

Come affrontare allora questi fenomeni e riuscire vincenti, più umani, di fronte alle difficoltà che sembrano oscurare l’orizzonte del futuro?
La risposta, a detta di tutti, è far sistema, far squadra: ma spesso tali enunciazioni rimangono sulla carta, perché prevalgono troppo spesso interessi di parte, visioni individualistiche, poco aperte al futuro.

Il 2010 è stato dichiarato l’Anno europeo della lotta alla povertà e all’esclusione sociale: anche da questa occasione diretta a scoprire e a rinnovare l’impegno verso la solidarietà, la giustizia e l’inclusione sociale trova le radici l’edizione 2010 del Festival della
Persona che ha scelto come tema: “FAMIGLIA, IMPRESA, COMUNITA’: FILIERA DI VALORI”.
Missione di questo Festival? Andare alla scoperta dei legami che uniscono le persone, contro il rischio, i comportamenti diretti a considerare le persone semplici individui o numeri. Assume straordinario valore, in questo scenario, un orizzonte di comunità all’interno del quale le relazioni hanno beni comuni, tensioni comuni, rispetto comune e reciproco. Un orizzonte che il valore famiglia, unitamente a quello d’impresa, rendono più lucido e più carico di colori proprio perché essi stessi sono “esperienza di comunità”.
Dall’arte all’artigianato, dalla cultura ai servizi, dall’educazione al welfare: perché non immaginare e ricercare comunità che aprano “strade” alla creatività,
non solo nel costruire imprese, ma anche, per esempio, nel fare servizi sociali? Perché non ridare slancio alle Comunità? Noi crediamo possibili risposte
positive, a condizione che nelle scelte ci sia sempre al centro la persona, ogni persona.