Festival della Persona / Progetto
"Come ci si ricorderà un giorno di questo secolo? Sarà chiamato il secolo di Stalin e di Hitler? Sarebbe accordare ai tiranni un onore che non meritano: è inutile glorificare i malfattori [...] per parte mia preferirei che si ricordassero, di questo cupo secolo, le figure luminose di alcuni individui dal destino drammatico, dalla lucidità impietosa, che hanno continuato malgrado tutto a credere che
L'UOMO MERITA DI RIMANERE LO SCOPO DELL'UOMO".
Tzvetan Todorov
Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.
Considero valore il regno minerale, l’assemblea delle stelle.
Considero valore il vino finché dura un pasto, un sorriso involontario,
la stanchezza di chi non si è risparmiato, due vecchi che si amano.
Considero valore quello che domani non varrà più niente e quello che oggi
vale ancora poco.
Considero valore tutte le ferite.
Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe, tacere
in tempo, accorrere a un grido, chiedere permesso prima di sedersi,
provare gratitudine senza ricordarsi di che.
Considero valore sapere in una stanza dov’è il nord, qual è il nome
del vento che sta asciugando il bucato.
Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca,
la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.
Considero valore l’uso del verbo amare e l’ipotesi che esista un creatore.
Molti di questi valori non ho conosciuto. Erri De Luca
Premessa
Nel 2009 è nata l’idea di un Festival della Persona e nel mese di ottobre si è realizzata la 1^ edizione ad Arezzo sul tema-guida: “La persona al centro del nostro welfare”.
L’esperienza è risultata complessivamente positiva e quindi, in vista di una seconda edizione per il 2010, pensiamo utile “recuperare” gli elementi fondamentali che hanno dato forma e concretezza al progetto configurato da Confartigianato Persone: ciò per assicurarne una continuità ideale ma nello stesso tempo possibilità di sviluppo e di innovazione.
Alla base dell’idea festival sta una ricerca appassionata e non accademica per porre in chiave etica e sociale i riferimenti che chiamiamo valori ed in primis la centralità della persona nelle scelte di natura sociale, politica, esistenziale: la persona né numero né individuo ma universo di identità e di relazioni, capace di (ri-)costruire comunità.
Per questo si sono poste da subito delle “risposte” ai “perché di un Festival della Persona:
- Perché la contemporaneità ci impone di affrontare l’emergenza di una “crisi di valori” globale, che vede principi, regole, modelli di riferimento perdere la direzione, creando situazioni anche pesanti e pericolose di smarrimento anche nei comportamenti delle persone nei confronti di sé stesse (l’autostima viene sostenuta, ad esempio, con farmaci o attraverso omologazioni sociali…) e all’interno del vivere sociale.
- Perché occuparsi di valori come quello della centralità della persona significa inserirsi nel segmento vivo del rapporto fra tutti noi e nei cambiamenti in atto di una società confusa nei modelli e nelle regole.
- Perché se vogliamo dare futuro al nostro pianeta dobbiamo mettere al centro la persona contro logiche aride di mercato, contro tentazioni illecite, contro uno stravolgimento anche pratico di ogni ragionevole gerarchia di valori, a livello personale e mondiale, e con lo stesso rigore.
- Perché questa situazione di scollamento tra i modelli valoriali e quelli della vita reale produce come conseguenza una forma di de-responsabilizzazione generale dei soggetti coinvolti nei processi di costruzione o ri-costruzione di tanti“pezzi” di società, essendo disperse le radici del riconoscimento dei ruoli e dei doveri connessi alle categorie sociali coinvolte.
- Perché in Italia il modello d’impresa è strutturalmente basato sulle persone e con larghissima diffusione valorizza la componente familiare creando una osmosi di formidabile livello tra esistenzialità ed imprenditorialità.
Nella “lectio magistralis” che ha dato “il la” al Festival della Persona 2009, il Prof. Giuseppe De Rita ha in particolare delineato un percorso qualificato da un passaggio da quella che lui definisce “agenda individuale” ad una “agenda collettiva”: dunque, la persona al centro di una comunità e tale intervento è una sorta di preludio alla edizione 2010:
Vanno poi richiamati i CONTENUTI – OBIETTIVI del Festival:
- Creare occasioni di confronto e dibattito sulla centralità della persona e sulle molteplici, spesso contraddittorie possibilità di relazione e di sviluppo nella società
- Adottare metodologie di analisi di confronto e di proposizione che in modo scientifico ma anche concreto affrontino il valore persona
- Favorire l’acquisizione di criteri per valutare scelte in discussione o poste da ordinamenti giuridici per un riscontro di coerenza rispetto al principio-vincolo della centralità della persona, soprattutto nella configurazione e nello sviluppo del welfare, “territorio” facilmente aggredito da esclusioni, da corsie preferenziali, da interessi anche di basso livello
- Favorire logiche e modelli di rete tra istituzioni, organizzazioni di rappresentanza, associazioni di volontariato nei servizi alla persona
- Dare forza di pensiero alla cultura come espressione avanzata della creatività umana, in contrasto con la spettacolarizzazione o con la presa emotiva su fatti gravi ed inaccettabili in una civile convivenza che non ponga il denaro al centro di ogni scelta ed azione
- Costituire un appuntamento nazionale periodico anche per verificare risultati e formulare nuove proposte.
- Promuovere “documenti” di pensiero e di concrete proposte con attenzione alla multimedialità per favorire strumenti di confronto e di dialogo.
Come linea metodologica è fondamentale che insieme, istituzioni e organizzazioni di rappresentanza, si sentano chiamate ad un nuovo patto sul valore persona che, nella logica della sussidiarietà, coinvolga dal basso la rete di ogni altro possibile soggetto:
- l’associazionismo, gli enti locali, il mondo delle imprese per quanto riguarda il rapporto con il lavoro;
- i giovani, le donne, gli anziani, gli stranieri per individuare percorsi costruttivi e di rispetto, con la particolare attenzione alle azioni contro la povertà e a favore dell’inclusione sociale;
- le idee, i progetti che soprattutto valorizzano “il lavorare in squadra” per dare al nostro tempo i semi del futuro, in una società sempre più ed inesorabilmente (ma anche positivamente) multietnica con una capacità di aperta, creativa convivenza, come scambio di diversità e quindi di valori, in una cornice di corretta e coerente proposizione e gestione di regole giuridiche.
EDIZIONE 2010
Tenendo quanto richiamato come riferimento di pensiero per la edizione del Festival della Persona 2010, ci sembra particolarmente utile anteporre agli aspetti più propriamente contenutistici ed organizzativi una considerazione di carattere generale.
La globalizzazione dei mercati e la crisi economico-finanziaria hanno messo in profonda discussione il valore della Persona e ne hanno aumentato la sensazione di solitudine e di isolamento. Questi “sentimenti” agiscono nel profondo della cultura, creando incertezza e provvisorietà, insicurezza e sradicamento. Tali dinamiche hanno influenzato (e tuttora influenzano) i diversi livelli della società, mettendo in discussione, come sottolineato in sede di introduzione, valori e idee considerate fino ad oggi intangibili, e frammentando i “sistemi” che sempre più faticano a dialogare e a raccordarsi fra loro, da quello istituzionale a quello economico, da quello politico a quello della vita sociale.
Come affrontare allora questi fenomeni e riuscire vincenti, più umani, di fronte alle difficoltà che sembrano oscurare l’orizzonte del futuro? Come far fronte in modo compatto al fenomeno della “molecolarizzazione sociale”[1]?
La risposta, a detta di tutti, è far sistema, far squadra: ma spesso tali enunciazioni rimangono sulla carta, semplice e condivisa teoria che raramente si traduce in uno stile di relazioni per perseguire risultati essenziali per lo sviluppo di comunità: prevalgono troppo spesso interessi di parte, visioni individualistiche, poco aperte al futuro.
Il 2010 è stato dichiarato l’Anno europeo della lotta alla povertà e all’esclusione sociale, un’occasione per rinnovare l’impegno verso la solidarietà, la giustizia e l’inclusione sociale. La povertà e l’emarginazione sociale sono presenti anche in Europa: attualmente, il 17% degli europei dispone ancora di risorse limitate e non riesce a soddisfare le proprie necessità primarie. Con l’avvento della crisi, questa percentuale potrebbe purtroppo aumentare. La povertà e l’esclusione di un individuo contribuiscono alla povertà della società intera.
Uno dei valori su cui si fonda l’Unione europea è proprio la solidarietà, un valore particolarmente importante in questo momento di crisi. “Unione” significa affrontare la crisi economica insieme, nella solidarietà, dando sicurezza all’individuo e alla collettività”.
Confartigianato Persone, nato per rafforzare i legami tra le diverse componenti delle attività più propriamente sociali del sistema Confartigianato, già opera in termini di “unione” e in questa ottica potrebbe rappresentare un attore che, collaborando con altre Istituzioni e realtà della società civile, concretamente agisce per migliorare la qualità della vita dei cittadini, in una visione complessiva ed inclusiva.
Ecco, dunque, il titolo e la motivazione del tema 2010 da affidare agli approfondimenti del Festival:
[1] CENSIS, Rapporto sulla situazione sociale del paese 2009, pag. 36
FAMIGLIA, IMPRESA, COMUNITA’: filiera di valori
Il tema vuole porre attenzione alle possibilità di “uscita” dai rischi delle persone di essere (o di essere considerate) individui o numeri: assume straordinario valore, in questo scenario, un orizzonte di comunità all’interno del quale le relazioni hanno beni comuni, tensioni comuni, rispetto comune e reciproco. Un orizzonte che il valore famiglia, unitamente a quello d’impresa, rendono più lucido e più carico di colori proprio perché essi stessi sono “esperienza di comunità”.
Viene adottato idealmente, ma spesso praticamente, come leve vincenti la creatività, la sussidiarietà, i sentimenti e le regole, anche quelle non scritte, come il rispetto reciproco. Usare come privilegiato osservatorio l’impresa artigiana, significa non esaltare modelli ma “scavare” con attenzione, curiosità, scientificità su un “fenomeno” che, anche in questi lunghi mesi di crisi economica, ha saputo fare da antidoto “tutto italiano”, per divenirne un essenziale, determinante ammortizzatore sociale, come andremo a dimostrare nel Festival stesso. Dall’arte all’artigianato, dalla cultura ai servizi, dall’educazione al welfare: perché non immaginare e ricercare comunità che aprano “strade” alla creatività, non solo nel costruire imprese, ma anche nel fare servizi sociali?
TEMI - CONTENUTI FESTIVAL DELLA PERSONA 2010
- Fare comunità in famiglia: il ruolo della coppia (a cura di Impresa Famiglia)
- La solidarietà tra le generazioni: anziani e giovani assieme (a cura di ANAP e Giovani Imprenditori)
- Proposta di mutua integrativa (a cura di Confartigianato Persone)
- Welfare federalista e welfare di Comunità: proposte ed iniziative per l’inclusione sociale (famiglie in difficoltà, terza età, stranieri, stili di vita…)
- Ridare slancio alla Comunità: un progetto con il CENSIS
- La previdenza integrativa (Università di Trento e INAPA)
- Alzheimer: ricerca, ma anche una sfida da fare in squadra
- Sportelli contro la solitudine (famiglia in crisi, stili di vita dei giovani, la 3^ età, coltivare l’autostima, vivere le emozioni, gestione dei conflitti in famiglia, buone pratiche….)
- Sportello “Prove di conciliazione” a cura di Confartigianato Imprese e Unioncamere