festival della persona / manifesto
Il nostro pensiero e il nostro agire pongono al centro di ogni scelta la persona, ritenendo vincoli assoluti il rispetto di ogni persona e la possibilità per tutti di un effettivo e ampio benessere: una visione che Confartigianato con questo Festival ribadisce collocando “l'entità persona” nell' affascinante tensione (purtroppo ostacolata da infiniti inganni) di scoprire profonde, convinte relazioni di comunità.
Dunque, non al centro il Prodotto Interno Lordo (PIL) considerato invece leva fondamentale per dare a tutte le persone possibilità di vivere e di vivere bene: non è e non può essere il fine ma rimane un mezzo per tutta l’umanità e si è visto che quando viene distorto si realizzano drammatici squilibri di vita, in una convivenza schizofrenica e immorale di ricchezza e di miseria nel nostro pianeta.
Così diceva Robert Kennedy (18 marzo1968) poco prima di essere assassinato: “Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del bene economico, nell’ammassare senza fine beni terreni”.
Il nostro Festival vuole porre quest’anno l’accento, accanto alla leva PIL, sulla sussidiarietà intesa come una visione della società moderna attiva attraverso tutti gli attori sociali con lo Stato nel ruolo di regolatore e di educatore alla responsabilità individuale e collettiva.
Noi crediamo, poi, che l’educazione intesa come un processo di crescita, dal bambino all’adulto, dall’individuo alla famiglia, dalla società alla comunità, meriti di avere un posto di piena dignità e valutazione nel nostro vivere.
Per questo ci vogliamo fermare a riflettere partendo da una originale e diffusa esperienza nel mondo Confartigianato denominata “Scuola per genitori”.
Così come crediamo che una diffusione concreta delle cosiddette “buone pratiche” nel campo del sociale potrebbe davvero sviluppare virtuosi circuiti di relazioni con moltiplicata capacitò di dare risposte a bisogni sempre più pressanti e nello stesso tempo di organizzare queste risposte in un quadro di economie di scala, particolarmente necessarie in un Paese con un altissimo debito pubblico e un basso tasso di crescita di quel PIL che comunque teniamo d’occhio quando poniamo il benessere dei cittadini in una considerazione piena e onesta.