NON DI SOLO PIL VIVONO LE PERSONE:
Sussidiarietà Educazione Scelte sociali
Arezzo   22 | 23 | 24 settembre 2011

festival della persona / progetto

“Non troveremo mai un fine per la Nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del bene economico, nell’ammassare senza fine beni terreni.

Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow-Jones, né i successi del Paese sulla base del prodotto interno lordo (PIL).

Il PIL comprende anche l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgomberare le nostre strade dalle carneficine dei fine-settimana.

Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l’intelligenza del nostro dibattere o l’onestà dei nostri pubblici dipendenti. Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né dell’equità nei rapporti fra di noi.

Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta”

Robert Kennedy – 18 marzo 1968 dal discorso pronunciato agli studenti dell’Università del Kansas. Sarà ucciso durante la sua campagna elettorale il 6 giugno 1968


“Non di solo pane vive l’uomo…”

Vangelo di Matteo, 4,4


“Occorrono grandi idee per scavare un nuovo alveo, per spostare gli scogli, per distruggere la roccia e abbattere le foreste; è necessario sognare un bene comune perché le grandi acque scorrano in amicizia. Se il mare potesse pensare, ogni tempesta genererebbe l’idea e il sogno della felicità e, frangendosi contro gli scogli, ogni onda penserebbe di sacrificarsi per il bene delle acque tutte del mare, senza accorgersi di essere stata semplicemente sollevata dal vento come mille altre prima e dopo di lei.

Il bene non è nella natura, non è nelle prediche di apostoli e profeti né nelle teorie di grandi sociologi o Capi di Stato né nell’etica di filosofi. La gente comune ha nel cuore l’amore per gli esseri viventi, ama la vita e ne ha cura in modo naturale e spontaneo.

Il bene che ha perso universalità – il bene di una setta, di una classe, di una nazione o di uno Stato – si veste di una universalità mendace per giustificare la propria battaglia contro ciò che considera male"

Vasilij Grossman “Vita e destino” pagg. 385-388 - Biblioteca Adelphi 534 - Edizione maggio 2010


 

Premessa

Nel 2009 è nata l’idea di un Festival della Persona e nel mese di ottobre si è realizzata la 1^ edizione ad Arezzo sul tema-guida: “La persona al centro del nostro welfare”.

L’esperienza è risultata complessivamente positiva e quindi, in vista di una seconda edizione per il 2010, pensiamo utile “recuperare” gli elementi fondamentali che hanno dato forma e concretezza al progetto configurato da Confartigianato Persone: ciò per assicurarne una continuità ideale ma nello stesso tempo possibilità di sviluppo e di innovazione.

Alla base dell’idea festival sta una ricerca appassionata e non accademica per porre in chiave etica e sociale i riferimenti che chiamiamo valori ed in primis la centralità della persona nelle scelte di natura sociale, politica, esistenziale: la persona né numero né individuo ma universo di identità e di relazioni, capace di (ri-)costruire comunità.

Per questo si sono poste da subito delle “risposte” ai “perché di un Festival della Persona:

  • Perché la contemporaneità ci impone di affrontare l’emergenza di una “crisi di valori” globale, che vede principi, regole, modelli di riferimento perdere la direzione, creando situazioni anche pesanti e pericolose di smarrimento anche nei comportamenti delle persone nei confronti di sé stesse (l’autostima viene sostenuta, ad esempio, con farmaci o attraverso omologazioni sociali…) e all’interno del vivere sociale.

  • Perché
    occuparsi di valori come quello della centralità della persona significa inserirsi nel segmento vivo del rapporto fra tutti noi e nei cambiamenti in atto di una società confusa nei modelli e nelle regole.

  • Perché
    se vogliamo dare futuro al nostro pianeta dobbiamo mettere al centro la persona contro logiche aride di mercato, contro tentazioni illecite, contro uno stravolgimento anche pratico di ogni ragionevole gerarchia di valori, a livello personale e mondiale, e con lo stesso rigore.

  • Perché
    questa situazione di scollamento tra i modelli valoriali e quelli della vita reale produce come conseguenza una forma di de-responsabilizzazione generale dei soggetti coinvolti nei processi di costruzione o ri-costruzione di tanti“pezzi” di società, essendo disperse le radici del riconoscimento dei ruoli e dei doveri connessi alle categorie sociali coinvolte.

  • Perché
    in Italia il modello d’impresa è strutturalmente basato sulle persone e con larghissima diffusione valorizza la componente familiare creando una osmosi di formidabile livello tra esistenzialità ed imprenditorialità.

Vanno poi richiamati i CONTENUTI – OBIETTIVI del Festival:

Creare occasioni di confronto e dibattito sulla centralità della persona e sulle molteplici, spesso contraddittorie possibilità di relazione e di sviluppo nella società

Adottare metodologie di analisi di confronto e di proposizione che in modo scientifico ma anche concreto affrontino il valore persona

Favorire l’acquisizione di criteri per valutare scelte in discussione o poste da ordinamenti giuridici per un riscontro di coerenza rispetto al principio-vincolo della centralità della persona, soprattutto nella configurazione e nello sviluppo del welfare, “territorio” facilmente aggredito da esclusioni, da corsie preferenziali, da interessi anche di basso livello

Favorire logiche e modelli di rete tra istituzioni, organizzazioni di rappresentanza, associazioni di volontariato nei servizi alla persona

Dare forza di pensiero alla cultura come espressione avanzata della creatività umana, in contrasto con la spettacolarizzazione o con la presa emotiva su fatti gravi ed inaccettabili in una civile convivenza che non ponga il denaro al centro di ogni scelta ed azione

Costituire un appuntamento nazionale periodico anche per verificare risultati e formulare nuove proposte.

Promuovere “documenti” di pensiero e di concrete proposte con attenzione alla multimedialità per favorire strumenti di confronto e di dialogo.


Come linea metodologica è fondamentale che insieme, istituzioni e organizzazioni di rappresentanza, si sentano chiamate ad un nuovo patto sul valore persona che, nella logica della sussidiarietà, coinvolga dal basso la rete di ogni altro possibile attore del sociale:

l’associazionismo, gli enti locali, il mondo delle imprese per quanto riguarda il rapporto con il lavoro;

i giovani, le donne, gli anziani, gli stranieri per individuare percorsi costruttivi e di rispetto, con la particolare attenzione alle azioni contro la povertà e a favore dell’inclusione sociale;

le idee, i progetti che soprattutto valorizzano “il lavorare in squadra” per dare al nostro tempo i semi del futuro, in una società sempre più ed inesorabilmente (ma anche positivamente) multietnica con una capacità di aperta, creativa convivenza, come scambio di diversità e quindi di valori, in una cornice di corretta e coerente proposizione e gestione di regole giuridiche.


EDIZIONE 2011

Questa edizione pone in evidenza tre filoni di pensiero e di azione:
 

La Sussidiarietà come intervento di condivisione dei principi che devono reggere una società che riconosca alle persone, a ciascuna persona, dignità e rispetto, in una tensione ideale e reale diretta a costruire relazioni solide, inclusive, cariche di valori umani. Consideriamo la sussidiarietà sia dal punto di vista politico-culturale come un pensiero diretto a creare incontro e sinergia tra Stato e Società all’insegna di innovativi modelli di manualità sia dal punto di vista degli stumenti in grado di “tradurre” il pensiero in azioni. In questo Festival ci confronteremo “in materia” con esperienze e modelli olandesi ed inglesi, in una logica d’interscambio europeo culturale e pratico.

La Comunità come sogno, sfida e necessità per affermare con convinzione la nostra fiducia sulla possibilità di diffuse e strutturate relazioni di comunità: una convinzione da considerare e da coltivare nelle scelte amministrative da chi ha la responsabilità di guidare le nostre città, ma da ricercare sempre da parte degli attori del sociale. Anche in questo filone vogliamo avvicinare la politica ai problemi reali, ma con una posizione attiva e positiva, all’insegna di un forte rilancio di quel senso di responsabilità nella gestione della res pubblica che oggi dà diffusi segnali di smarrimento e di troppo facile trasgressione.

L’educazione non semplicemente come stile di relazione da mantenere in base a decaloghi e regole di comportamento, ma soprattutto come arte per scoprire con stupore mai compiuto il fascino di vivere e di consentirne una sua profonda e ampia comunicazione: educazione come legame tra le generazione, educazione come curiosità, responsabilità, rispetto, avendo come orizzonte il futuro delle persone e del territorio che fa da “permanente aula” di vita da far crescere per il futuro dei nostri giovani.

NON DI SOLO PIL VIVONO LE PERSONE:

Sussidiarietà Educazione Scelte sociali