Festival della Persona La persona al centro del Welfare     

Arezzo    
22 | 23 | 24 ottobre 2009  
  
   
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Festival della Persona - confartigianato Persone
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Festival della Persona
Festival della Persona / Progetto
. PREMESSA
. COME NASCE
. MOTIVAZIONI
. AREE TEMATICHE
. CONTENUTI E OBIETTIVI
. SOGGETTO
. DESTINATARI
. MODALITÀ
. ORGANIZZAZIONE
. LA SQUADRA
. PROMOZIONE
. PROGRAMMA
«Come ci si ricorderà un giorno di questo secolo? Sarà chiamato il secolo di Stalin e di Hitler? Sarebbe accordare ai tiranni un onore che non meritano: è inutile glorificare i malfattori [...] per parte mia preferirei che si ricordassero, di questo cupo secolo, le figure luminose di alcuni individui dal destino drammatico, dalla lucidità impietosa, che hanno continuato malgrado tutto a credere che L'UOMO MERITA DI RIMANERE LO SCOPO DELL'UOMO.»

Tzvetan Todorov
“Memoria del male, tentazione del bene”
«Quello che fa di noi una persona è il nostro modo di pensare, di sognare, il nostro modo di essere gli altri. In fondo stiamo parlando della cittadinanza, della possibilità di essere unici ed essenziali, della nostra capacità di essere felici.»

Mia Couto Poeta
romanziere e giornalista mozambicano

PREMESSA

La nostra Costituzione attribuisce alla persona una posizione centrale nell’ordinamento costitutivo del nostro Paese, persona nella sua identità di valore pieno e inalienabile, persona nel suo ruolo attivo e responsabile all’interno della collettività. È il risultato di un processo culturale che, nelle alterne vicende della storia umana del nostro Occidente, trova radici soprattutto nel pensiero greco e nella storia biblica attraverso “il filtro” del messaggio cristiano che nega di diritto qualsiasi concezione dell’uomo e della società che non dia dignità assoluta ad ogni persona, mai res, mai inutile o eliminabile. Va rilevato che, al di là di questo “immenso mare” culturale che rappresenta comunque uno straordinario contesto di riferimento, si sta diffondendo con fortissime accelerazioni la cosiddetta “crisi di valori”, che investe ogni settore del vivere sociale, dall’economia all’educazione, dalla famiglia alle scienze, dalla normativa alla sicurezza, alla giustizia, ecc. È imprescindibile, dunque, almeno riflettere per registrare con attenti e aperti confronti se davvero sussista “ una crisi di valori”, mappando “pezzi” di realtà, confrontando esperienze, adottando metodologie di analisi e di intervento oggettivamente affidabili: ma con un punto fermo! Qualsiasi valutazione deve porre come orizzonte una ricerca appassionata e ragionata di soluzioni che affermino ideologicamente e concretamente la centralità della Persona.

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COME NASCE L'IDEA DEL FESTIVAL DELLA PERSONA?

Perché non affrontare, attraverso un periodico e strutturato evento, il “valore Persona” considerandolo un appuntamento per confrontare, senza precostituite ideologie, diverse visioni, esperienze, domande?

Perché non fermare il tempo “di un luogo” per dare ad esperti la possibilità di proporre - con una logica anche corale - il proprio pensiero avendo come interlocutori istituzioni, organizzazioni di rappresentanza, ma anche pubblico, di una città in particolare, ma con iniziative che realizzino positivi elementi di attrazione culturale per un territorio vasto?

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PERCHÈ UN FESTIVAL DELLA PERSONA?

• Perché la contemporaneità ci impone di affrontare l’emergenza di una “crisi di valori” globale, che vede principi, regole, modelli di riferimento perdere la direzione, creando situazioni anche pesanti e pericolose di smarrimento anche nei comportamenti delle persone nei confronti di sé stesse (l’autostima viene sostenuta, ad esempio, con farmaci o attraverso omologazioni sociali…) e all’interno del vivere sociale.

• Perché occuparsi di valori come quello della persona al centro significa inserirsi nel segmento vivo del rapporto fra tutti noi e nei cambiamenti in atto di una società sempre meno definibile attraverso modelli precostituiti.

• Perché si registra che le “grandi “ scelte di ordinamenti, sia nazionali che internazionali, in modo ineludibile traducono la concezione che si ha della persona: un numero piuttosto che il relativo paradigma, una vittima o un accidente e non un protagonista, un essere solo anziché membro di una comunità.

• Perché affrontare la complessità di un sistema di welfare non è una operazione tecnicistica da parte dei cosiddetti “addetti ai lavori” perché presuppone un “pensiero” che guida le scelte: ed è fatale che questo “pensiero” si debba radicare nella visione che si ha della società, delle persone, della vita stessa.

• Perché se vogliamo dare futuro al nostro pianeta dobbiamo mettere al centro la persona contro logiche aride di mercato, contro tentazioni illecite, contro uno stravolgimento anche pratico di ogni ragionevole gerarchia di valori, a livello personale e mondiale, con lo stesso rigore.

• Perché i nuovi modelli di società che si affacciano all’orizzonte vedono le istituzioni classiche perdere molta della loro credibilità, delegittimate dall’evoluzione di modelli economici basati su criteri di flessibilità e mobilità, le cui conseguenze hanno influenzato in modo radicale il vissuto quotidiano degli ultimi venti anni.

• Perché questa situazione di scollamento tra i modelli valoriali e quelli della vita reale produce come conseguenza una forma di de-responsabilizzazione generale dei soggetti coinvolti nei processi di costruzione o ri-costruzione di tanti “pezzi” di società, essendosi disperse le radici del riconoscimento dei ruoli e dei doveri connessi alle categorie sociali coinvolte.

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LE AREE TEMATICHE DEL FESTIVAL

Il “valore Persona” verrà esplorato nella molteplicità delle sue sfaccettature, in un gioco di scoperta che dovrà condurre istituzioni, organizzazioni, il pubblico a fare esperienza dei modelli attualmente a disposizione, stimolando un confronto critico tra situazioni e nuove proposte, tra attese e delusioni, tra concezioni e percorsi che concretamente possono tradurre valori acquisiti e riconosciuti.
Fondamentale è partire da una mappa “concettuale” del termine persona, per poi avventurarci in scoperte che non vivranno di isolamento, ma si apriranno ad una ricca rete di visioni e di esperienze.
Il Festival svilupperà contestualmente, ma anche nel tempo, filoni (nella 1^ edizione la relazione tematica è “persona e welfare”) che per semplici titoli si possono così configurare:
• Concezione e filosofia dei valori per rendere centrale il ruolo della persona
• Organizzazioni sociali e capacità di sostenere i valori e i cambiamenti
• Sostenibilità e compatibilità dei costi per rispettare ogni persona
• Modelli organizzativi e servizi con la persona al centro
• Processi e percorsi formativi
• Confronto di esperienze

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CONTENUTI E OBIETTIVI

A grandi linee, gli obiettivi del Festival sono i seguenti:
1. Creare occasioni di confronto e dibattito sulla centralità della persona
2. Adottare metodologie di analisi di confronto e di proposizione che in modo concreto affrontino il valore persona
3. Favorire l’acquisizione di criteri per valutare scelte in discussione o poste da ordinamenti giuridici per un riscontro di coerenza rispetto al principio-vincolo della centralità della persona.
4. Favorire logiche e modelli di rete tra istituzioni, organizzazioni di rappresentanza e cittadini nella funzione dei servizi alla persona 5. Dare forza di pensiero alla cultura come espressione avanzata della creatività umana
6. Costituire un appuntamento nazionale periodico anche per verificare risultati e formulare nuove proposte
7. Promuovere “documenti” di pensiero e di concrete proposte con attenzione alla multimedialità per favorire strumenti di confronto e dialogo

Insieme, istituzioni e organizzazioni di rappresentanza dovrebbero essere protagoniste di un nuovo patto sul valore persona che, nella logica della sussidarietà, coinvolga dal basso la rete di tutti gli altri soggetti coinvolti:
• l’associazionismo, gli enti locali, il mondo delle imprese per quanto riguarda il rapporto con il lavoro;
• i giovani, le donne, gli anziani, gli stranieri per individuare percorsi costruttivi e di rispetto.

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SOGGETTO

Il Festival avrà come soggetto promotore Confartigianato Persone, con l’obiettivo di coinvolgere e di valorizzare le istituzioni, le altre organizzazione di rappresentanza, le associazioni di volontariato impegnate nel generoso ruolo di dare dignità a tutte le persone.

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I DESTINATARI

La prima edizione del Festival si rivolge sia agli operatori di Confartigianato (è prevista la partecipazione di 400 persone provenienti da tutta Italia), sia ai cittadini di Arezzo e più in generale della Toscana, anche grazie all’attrattiva di importanti eventi culturali.
Le edizioni successive saranno organizzate in modo da coinvolgere un più ampio numero di persone, provenienti da ogni regione.
Il Festival si rivolge in particolare ad organizzazioni di categoria, operatori del privato sociale e del mondo non-profit (Fondazioni, Cooperative sociali, Associazioni e Organismi di Volontariato, ecc.), che possono trovare un luogo dove confrontarsi e interagire: la partecipazioni di personalità del pensiero, della cultura e della politica potrà favorire positivi confronti e significativi risultati per “il dopo festival”.

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MODALITÀ

Il Festival sarà caratterizzato da due diversi momenti:

A. IL PRE-FESTIVAL:

saranno organizzate alcune iniziative coinvolgendo gli attori del territorio in una logica di “annuncio” del festival stesso;

B. IL FESTIVAL:

per tre giorni piazze, strade e teatri di Arezzo diventeranno luoghi di dibattito, seminari workshop, tavole rotonde, ma anche momenti di aggregazione di adulti, professionisti, ragazze e ragazzi, amministratori, artisti, politici, intellettuali.

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ORGANIZZAZIONE

È mirata ad avere una propria “solidità interna” secondo i canoni presenti nei numerosi festival italiani, nonché a coinvolgere il maggior numero possibile di “attori”, dal livello nazionale a quello aretino. Queste schematicamente le aree d’intervento adottate:
Progettualità scientifica, attraverso cui garantire “percorsi” di grande interesse e valore;
Progettualità logistica in relazione al quadro delle iniziative programmate;
Amministrazione del Festival per assicurare una funzionalità della macchina amministrativa ed economica;
Operatività per concretizzare il programma in tutti i suoi aspetti.
Per i diversi ambiti, “gruppi di lavoro” assicurano l’adempimento dei compiti affidati ed il raggiungimento degli obiettivi.
Fondamentale anche il coinvolgimento di associazioni di volontariato secondo il riferimento di successo di altri Festival (Mantova, Genova, Trento).

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LA SQUADRA DEL FESTIVAL

Carmelo Rigobello Coordinatore di Confartigianato Persone
Enzo Ciccarelli Presidente nazionale ANAP
Fabio Menicacci Segretario nazionale ANAP
Carlo Faleschin, Presidente nazionale INAPA
Paolo Landi Direttore Generale INAPA
Giovanni Gravina Presidente CAAF Confartigianato
Giorgio Cataldi Consigliere Delegato CAAF Confartigianato
Vera Bianchi Coordinatrice CAAF Confartigianato
Angiolo Galletti Presidente f.f. ANCoS
e collaboratori

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Promozione

Un grande impegno va assicurato da questa “funzione”: il Festival deve essere per tempo conosciuto e divenire concreto appuntamento per “addetti ai lavori”, ma anche per un grande pubblico.

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Programma - calendario

Il Festival si svolge in ottobre e potrà avere cadenza annuale.
Potete consultare il programma della 1^ edizione nella pagina ad esso dedicata.

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