PREMESSA
La nostra Costituzione attribuisce alla persona una posizione centrale nell’ordinamento costitutivo del nostro Paese, persona nella sua identità di valore pieno e inalienabile, persona nel suo ruolo attivo e responsabile all’interno della collettività. È il risultato di un processo culturale che, nelle alterne vicende della storia umana del nostro Occidente, trova radici soprattutto nel pensiero greco e nella storia biblica attraverso “il filtro” del messaggio cristiano che nega di diritto qualsiasi concezione dell’uomo e della società che non dia dignità assoluta ad ogni persona, mai res, mai inutile o eliminabile. Va rilevato che, al di là di questo “immenso mare” culturale che rappresenta comunque uno straordinario contesto di riferimento, si sta diffondendo con fortissime accelerazioni la cosiddetta “crisi di valori”, che investe ogni settore del vivere sociale, dall’economia all’educazione, dalla famiglia alle scienze, dalla normativa alla sicurezza, alla giustizia, ecc. È imprescindibile, dunque, almeno riflettere per registrare con attenti e aperti confronti se davvero sussista “ una crisi di valori”, mappando “pezzi” di realtà, confrontando esperienze, adottando metodologie di analisi e di intervento oggettivamente affidabili: ma con un punto fermo! Qualsiasi valutazione deve porre come orizzonte una ricerca appassionata e ragionata di soluzioni che affermino ideologicamente e concretamente la centralità della Persona.
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PERCHÈ UN FESTIVAL DELLA PERSONA?
• Perché la contemporaneità ci impone di affrontare l’emergenza di una “crisi
di valori” globale, che vede principi, regole, modelli di riferimento perdere la
direzione, creando situazioni anche pesanti e pericolose di smarrimento anche
nei comportamenti delle persone nei confronti di sé stesse (l’autostima viene
sostenuta, ad esempio, con farmaci o attraverso omologazioni sociali…) e
all’interno del vivere sociale.
• Perché occuparsi di valori come quello della persona al centro significa
inserirsi nel segmento vivo del rapporto fra tutti noi e nei cambiamenti in atto
di una società sempre meno definibile attraverso modelli precostituiti.
• Perché si registra che le “grandi “ scelte di ordinamenti, sia nazionali che
internazionali, in modo ineludibile traducono la concezione che si ha della
persona: un numero piuttosto che il relativo paradigma, una vittima o un
accidente e non un protagonista, un essere solo anziché membro di una
comunità.
• Perché affrontare la complessità di un sistema di welfare non è una
operazione tecnicistica da parte dei cosiddetti “addetti ai lavori” perché
presuppone un “pensiero” che guida le scelte: ed è fatale che questo
“pensiero” si debba radicare nella visione che si ha della società, delle persone,
della vita stessa.
• Perché se vogliamo dare futuro al nostro pianeta dobbiamo mettere al
centro la persona contro logiche aride di mercato, contro tentazioni illecite,
contro uno stravolgimento anche pratico di ogni ragionevole gerarchia di valori,
a livello personale e mondiale, con lo stesso rigore.
• Perché i nuovi modelli di società che si affacciano all’orizzonte vedono le
istituzioni classiche perdere molta della loro credibilità, delegittimate
dall’evoluzione di modelli economici basati su criteri di flessibilità e mobilità, le
cui conseguenze hanno influenzato in modo radicale il vissuto quotidiano degli ultimi
venti anni.
• Perché questa situazione di scollamento tra i modelli valoriali e quelli della
vita reale produce come conseguenza una forma di de-responsabilizzazione
generale dei soggetti coinvolti nei processi di costruzione o ri-costruzione di
tanti “pezzi” di società, essendosi disperse le radici del riconoscimento dei ruoli
e dei doveri connessi alle categorie sociali coinvolte.
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LE AREE TEMATICHE DEL FESTIVAL
Il “valore Persona” verrà esplorato nella molteplicità delle sue sfaccettature, in
un gioco di scoperta che dovrà condurre istituzioni, organizzazioni, il pubblico a
fare esperienza dei modelli attualmente a disposizione, stimolando un confronto
critico tra situazioni e nuove proposte, tra attese e delusioni, tra concezioni e
percorsi che concretamente possono tradurre valori acquisiti e riconosciuti.
Fondamentale è partire da una mappa “concettuale” del termine persona, per poi
avventurarci in scoperte che non vivranno di isolamento, ma si apriranno ad una
ricca rete di visioni e di esperienze.
Il Festival svilupperà contestualmente, ma anche nel tempo, filoni (nella 1^
edizione la relazione tematica è “persona e welfare”) che per semplici titoli si
possono così configurare:
• Concezione e filosofia dei valori per rendere centrale il ruolo della persona
• Organizzazioni sociali e capacità di sostenere i valori e i cambiamenti
• Sostenibilità e compatibilità dei costi per rispettare ogni persona
• Modelli organizzativi e servizi con la persona al centro
• Processi e percorsi formativi
• Confronto di esperienze
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CONTENUTI E OBIETTIVI
A grandi linee, gli obiettivi del Festival sono i seguenti:
1. Creare occasioni di confronto e dibattito sulla centralità della persona
2. Adottare metodologie di analisi di confronto e di proposizione che in modo
concreto affrontino il valore persona
3. Favorire l’acquisizione di criteri per valutare scelte in discussione o poste da
ordinamenti giuridici per un riscontro di coerenza rispetto al principio-vincolo
della centralità della persona.
4. Favorire logiche e modelli di rete tra istituzioni, organizzazioni di
rappresentanza e cittadini nella funzione dei servizi alla persona
5. Dare forza di pensiero alla cultura come espressione avanzata della creatività
umana
6. Costituire un appuntamento nazionale periodico anche per verificare risultati e
formulare nuove proposte
7. Promuovere “documenti” di pensiero e di concrete proposte con attenzione
alla multimedialità per favorire strumenti di confronto e dialogo
Insieme, istituzioni e organizzazioni di rappresentanza dovrebbero essere
protagoniste di un nuovo patto sul valore persona che, nella logica della
sussidarietà, coinvolga dal basso la rete di tutti gli altri soggetti coinvolti:
• l’associazionismo, gli enti locali, il mondo delle imprese per quanto riguarda il
rapporto con il lavoro;
• i giovani, le donne, gli anziani, gli stranieri per individuare percorsi costruttivi e
di rispetto.
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SOGGETTO
Il Festival avrà come soggetto promotore Confartigianato Persone, con l’obiettivo
di coinvolgere e di valorizzare le istituzioni, le altre organizzazione di
rappresentanza, le associazioni di volontariato impegnate nel generoso ruolo di
dare dignità a tutte le persone.
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I DESTINATARI
La prima edizione del Festival si rivolge sia agli operatori di Confartigianato (è
prevista la partecipazione di 400 persone provenienti da tutta Italia), sia ai
cittadini di Arezzo e più in generale della Toscana, anche grazie all’attrattiva di
importanti eventi culturali.
Le edizioni successive saranno organizzate in modo da coinvolgere un più ampio
numero di persone, provenienti da ogni regione.
Il Festival si rivolge in particolare ad organizzazioni di categoria, operatori del
privato sociale e del mondo non-profit (Fondazioni, Cooperative sociali,
Associazioni e Organismi di Volontariato, ecc.), che possono trovare un luogo dove
confrontarsi e interagire: la partecipazioni di personalità del pensiero, della
cultura e della politica potrà favorire positivi confronti e significativi risultati per
“il dopo festival”.
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MODALITÀ
Il Festival sarà caratterizzato da due diversi momenti:
A. IL PRE-FESTIVAL:
saranno organizzate alcune iniziative coinvolgendo gli attori del territorio
in una logica di “annuncio” del festival stesso;
B. IL FESTIVAL:
per tre giorni piazze, strade e teatri di Arezzo diventeranno luoghi di
dibattito, seminari workshop, tavole rotonde, ma anche momenti di
aggregazione di adulti, professionisti, ragazze e ragazzi, amministratori,
artisti, politici, intellettuali.
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ORGANIZZAZIONE
È mirata ad avere una propria “solidità interna” secondo i canoni presenti nei
numerosi festival italiani, nonché a coinvolgere il maggior numero possibile di
“attori”, dal livello nazionale a quello aretino. Queste schematicamente le aree
d’intervento adottate:
• Progettualità scientifica, attraverso cui garantire “percorsi” di grande
interesse e valore;
• Progettualità logistica in relazione al quadro delle iniziative
programmate;
• Amministrazione del Festival per assicurare una funzionalità della
macchina amministrativa ed economica;
• Operatività per concretizzare il programma in tutti i suoi aspetti.
Per i diversi ambiti, “gruppi di lavoro” assicurano l’adempimento dei compiti
affidati ed il raggiungimento degli obiettivi.
Fondamentale anche il coinvolgimento di associazioni di volontariato secondo il
riferimento di successo di altri Festival (Mantova, Genova, Trento).
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LA SQUADRA DEL FESTIVAL
Carmelo Rigobello Coordinatore di Confartigianato Persone
Enzo Ciccarelli Presidente nazionale ANAP
Fabio Menicacci Segretario nazionale ANAP
Carlo Faleschin, Presidente nazionale INAPA
Paolo Landi Direttore Generale INAPA
Giovanni Gravina Presidente CAAF Confartigianato
Giorgio Cataldi Consigliere Delegato CAAF Confartigianato
Vera Bianchi Coordinatrice CAAF Confartigianato
Angiolo Galletti Presidente f.f. ANCoS
e collaboratori
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Promozione
Un grande impegno va assicurato da questa “funzione”: il Festival deve essere per
tempo conosciuto e divenire concreto appuntamento per “addetti ai lavori”, ma
anche per un grande pubblico.
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Programma - calendario
Il Festival si svolge in ottobre e potrà avere cadenza annuale.
Potete consultare il programma della 1^ edizione nella pagina ad esso dedicata.
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